Emanuele Fiano: “Io, figlio di un deportato ricevo minacce ogni giorno”

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di Ettore Neri – Emanuele Fiano, deputato del Pd, dopo il tweet di Elio Lannutti, il senatore M5S che cita il falso storico dei protocolli dei Savi di Sionha, ha rilasciato ad Alessandra Longo di Repubblica una intervista accorata e ferma.
Fiano è ebreo e figlio di Nedo, l’unico scampato di un’intera famiglia ad Auschwitz: “Mi insultano ogni giorno, – dice – mi minacciano di morte, mi scrivono, anche in queste ore, parole irripetibili. Mi preoccupa lo sdoganamento etico di sentimenti che credevo più circoscritti. Anche nel secolo scorso ai momenti di disagio sociale ed economico corrispondeva la ricerca del corpo estraneo, del nemico, del complotto. Siamo in una fase di sdoganamento del linguaggio, delle parole, pronunciate senza pudore”.
Si tratta di minacciose offese che spaventano e inquietano e che tradiscono un clima generale di imbarbarimento dei rapporti sociali e di degrado morale e culturale.
Ma Fiano cerca una reazione positiva: “La politica è una medicina. Ci insegna, non solo quella del mio versante, che la realtà si può cambiare. Vivo questa recrudescenza, per fortuna minoritaria, come figlio di mio padre. Lui mi ha insegnato: mai mollare, mai piegare la schiena. Mio padre, finché ha potuto, ha portato i ragazzi nei campi di concentramento, come fanno ancora Sami Modiano e Liliana Segre che, per me, è una zia. Tutti e tre dicono la stessa cosa: è l’indifferenza la peggior cosa, è l’indifferenza che uccide”.
Il deputato del Pd denuncia le minacce e cancello le ingiurie.
“Solo quando fiuto dietro chi scrive un briciolo di ragionamento, provo un dialogo. – aggiunge – Sarò sempre grato al presidente Mattarella per aver nominato senatrice a vita Liliana Segre. La stima di cui gode, la sua levatura morale, la sua battaglia, sono già una risposta. La richiesta di dimissioni è giusta ma Lannutti ha già avuto la dimostrazione di quanto sia minoritaria l’idea che rappresenta. C’è chi si augura la mia morte ma sono anche circondato da amici e la stragrande maggioranza degli italiani rigetta l’antisemitismo. Anche qui vivo da figlio di mio padre. Lui diceva sempre: «Emanuele, ricorda, il sole sorge sempre la mattina dopo, la storia continua».

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