Pier Carlo Padoan: “Manovra dettata da Bruxelles, l’Italia pagherà un prezzo altissimo”

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di Ettore Neri – Intervistato da Carlo Bertini per La Stampa, l’ex Ministro dell’economia valuta che accettando le condizioni della commissione Ue per sospendere la procedura di infrazione il Governo dovrà far pagare al paese un prezzo altissimo: “È chiaro – afferma Padoan – che un aumento così alto delle clausole di salvaguardia dell’Iva la dice lunga su quella che sarà la legge di bilancio tra un anno. Si partirà da meno 23 miliardi e il costo politico sarà elevatissimo, quasi peggio di una procedura di infrazione per debito: così si impone al paese uno sforzo gigantesco”.
Si tratta, rincara Padoan, di un risultato pessimo. Per cui ogni trionfalismo è fuori luogo.
Pur se i due vicepremier potranno sostenere che “reddito di cittadinanza” e “quota 100” sono stati conservati le promesse saranno mantenute solo in parte “e questo avviene – spiega l’ex Ministro dell’economia -in un contesto in cui il controllo della commissione Ue sarà molto forte”.
La Commissione europea, infatti, oltre alle clausole di salvaguardia di 20 miliardi, ha imposto di bloccare altri 2 miliardi in un fondo di accantonamento di eventuali tagli di spese ai ministeri, se le altre misure non seguissero il percorso indicato.
Inoltre l’Italia, ogni tre mesi, subirà un controllo accurato del processo di bilancio.
“Tutto ciò – chiosa Padoan – significa che la sovranità di questa manovra è in gran parte a Bruxelles».
Anche le misure per chi vuole smettere di lavorare, secondo l’esponente del PD, saranno poco incisive. “C’erano già strumenti – spiega – come l’ape sociale, misure speciali per i lavori usuranti e si poteva lavorare sulla flessibilità delle clausole di uscita. Ma dare questa opzione di uscita massiccia senza tener conto delle conseguenze per la sostenibilità della finanza pubblica è molto pericoloso. Poi con i vincoli che ci hanno imposto, si rischia di avere una situazione per cui solo alcune annate di pensionati potranno beneficiarne e altri no. Se la finestra dovrà esser chiusa precipitosamente per mancanza di coperture, avremmo introdotto nel sistema un elemento di iniquità”.
La rottura con l’Europa rappresenta un fatto nuovo e grave: “Con noi il dialogo con l’Europa era continuo. – afferma Padoan – Alcuni aspetti venivano saggiati prima per raggiungere un consenso preventivo. In questo caso, l’entità delle clausole salvaguardia, il fondo di due miliardi di tagli di spesa, le valutazioni periodiche, mostrano che Ue e Italia non si fidano uno dell’altro. Questa è la differenza fondamentale. È una manovra scritta non a Bruxelles, ma da Bruxelles, che ha stravolto la prima versione in una logica fortemente punitiva”.
In definitiva si evince che l’Italia sarà a lungo sotto osservazione.
La conclusione dell’ex Ministro è quasi banale:”Se due mesi fa l’atteggiamento con l’Ue fosse stato più costruttivo, l’accordo sarebbe stato meno dannoso”.

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