Roberto Giachetti: orgogliosi della stagione riformista di Renzi

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di Ettore Neri – La campagna congressuale per la segreteria nazionale del PD è entrata in questi giorni nella fase più calda della competizione che, dalla prima fase di voto che si sta espletando ad opera degli iscritti al Partito con i congressi di tutti i Circoli PD del Paese, porterà al 3 di marzo con con le Primarie aperte che daranno voce al voto di tutti i cittadini che lo vorranno.
Uno dei competitori agguerriti di Nicola Zingaretti, che, ad oggi, appare il più probabile vincitore del Congresso, è Roberto Giachetti: radicale, renziano di ferro e uomo spigoloso e volitivo: uno che la sua la dice spesso senza remore, senza peli sulla lingua, a muso duro.
Intervistato da Luca Telese per “La Verità” tiene fede alla sua fama e spara, alzo zero, i suoi punti di vista e i suoi obiettivi.
Per lui Zingaretti rappresenta un pericolo per il PD; Bersani e Speranza sono traditori scappati di casa e Martina uno che passa il tempo a chiedere scusa: era renziano ma se ne vergogna.
In coppi con Anna Ascani sta girando pancia a terra tutta l’Italia per presentare la sua proposta sul Pd del futuro.
“Martina – afferma Giachetti – raccoglie i voti di “alcuni” che hanno creduto e credono nel progetto di Renzi e lo fa chiedendo di continuo scusa per quello che ha fatto come suo ministro e vicesegretario”.
Al contrario lui si dichiara orgoglioso “della stagione riformista di Renzi, chiedendo scusa per quello che dobbiamo ancora fare ma orgogliosi per ciò che abbiamo fatto. C’è una bella differenza!».
Dei mezzi di comunicazione dice che su Renzi hanno fatto il tiro al piccione: “Se parla, “Cattivo Renzi perché ha parlato”. Se non parla, “Cattivo Renzi perché non parla”. Se fa tv, “Cattivo Renzi perché fa tv…”. Uhhh!”.
Politicamente, prosegue, ha tutto contro Zingaretti: “Noi siamo l’unica possibile alternativa a Zingaretti e alla sua linea politica”-
A giudizio di Giachetti, Zingaretti ha “una strategia sbagliata e drammaticamente pericolosa per il Pd. Fare la stampella al M5S e imbarcare di nuovo gli “scappati di casa” gli “ex scissionisti di ieri, oggi allo sbando. Quelli che hanno fatto di tutto pur di distruggere il Pd”.
“Chi è uscito – incalza Giachetti – ha lavorato in modo scientifico per distruggere il nostro partito, per ammazzare politicamente la leadership di Renzi, per massacrare il Pd sul piano elettorale.”
“Riportarli dentro, come vuole fare Zingaretti, e come temo che Martina consentirebbe, è solo una mossa suicida, che azzererebbe la stagione riformista del Pd e distruggerebbe la nostra identità”.
Girando l’Italia l’esponente radicale e democratico afferma di trovare “delle folle ovunque. Gente che non avrebbe votato e invece ci sostiene!”.
I voti non si trovano con le alleanze dice ancora “I voti li ottieni col progetto”.
Anche parlando dei partiti di governo il rullo compresso Giachetti ha idee nette e scolpite: “I grillini sui temi della giustizia sono più forcaioli del Carroccio. E nel governare si stanno rivelando più incapaci e pericolosi”.
E sull’immigrazione: “i 5 stelle prima vogliono i voti del nostro popolo e poi seguono la Lega sui temi più duri contro l’immigrazione, su sicurezza e più pistole per tutti”.
La conclusione è che non si devono fare alleanze.
Incalzato sul futuro ruolo di Renzi ha parole altrettanto nette: “Renzi o é l’alibi o è l’ossessione. Voterà chi cavolo vuole lui. Farà quel che vuole lui”.
In ogni caso l’obiettivo è ambizioso: “Tra gli elettori delle primarie aperte ci divertiremo e saremo la sorpresa che spiazza”.
E ancora: “Chiedo voti contro l’obbligatorietà dell’azione penale, per la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati, per la revisione della custodia cautelare. Se mi vota un elettore della Meloni sono contento. “Togliere dalle carceri un terzo dei detenuti in attesa di giudizio va fatto e basta. Così come una legge per lo ius culturae”.
Il finale è: “Voglio vincere con le mie idee. Senza maschere”.

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