Rosa Maria Di Giorgi (PD): la Manovra è inadeguata su ricerca e università

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di Ettore Neri – Si è tenuta questo pomeriggio a Montecitorio una conferenza stampa attraverso la quale i membri della Commissione Cultura della Camera del Partito Democratico hanno messo sotto accusa la proposta del Governo di Legge di bilancio.
Tra questi Rosa Maria Di Giorgi ha affermato che: “Per quanto riguarda la ricerca la manovra appare del tutto inadeguata: Mancano gli investimenti promessi, si sprecano le già scarse risorse e non c’è un progetto politico”.
Secondo i parlamentari del PD la “legge di bilancio è impietosa per scuola, cultura, ricerca ed editoria”.
Gli emendamenti presentati in commissione dai rappresentanti del PD erano volti a inserire nella manovra proposte sostenibili come la cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, per coordinare i programmi di ricerca di tutti i Ministeri, Università e Ricerca, Salute, Ambiente, Sviluppo economico, Difesa, Trasporti ecc.
La proposta prevedeva un aumento di 300 milioni del Fondo ordinario ad enti vigilati dal MIUR per un consolidamento strutturale e un riordino dei 12 Enti nazionali – tra cui CNR, ASI, INFN, INGV, INAF.
La maggioranza ha rigettato tutte le proposte, mentre negli emendamenti approvati figura una seria di spese a pioggia come l’istituzione della Scuola Normale Superiore Meridionale, che costerà nel triennio 49 milioni di euro e la costituzione del nuovo Istituto di ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile, con sede a Taranto, dal costo di 9 milioni di euro in tre anni e con competenze perfettamente sovrapponibili sia all’ENEA che al CNR.
“Cifre incomprensibili – afferma Di Giorgi – se si pensa che per tutte le Università italiane l’aumento del fondo ordinario sarà di soli 40 milioni di euro – su un fondo di 7 miliardi – e per gli enti vigilati dal MIUR l’aumento previsto sarà di soli 10 milioni per il 2019 – su un fondo di circa 1 miliardo e 700 milioni di euro.”
La parlamentare del Pd afferma che la manovra è totalmente deludente e che le poche risorse sono spese male.
“Restano sul tavolo – conclude Di Giorgi – tutti i problemi della ricerca in Italia che avrebbero trovato una giusta collocazione nella Legge di Bilancio, da quelli strategici, come il mancato coordinamento delle politiche di ricerca, a quelli più specifici per i ricercatori, come il mancato adeguamento dei limiti sul trattamento accessorio rispetto agli interventi di stabilizzazione, le difficoltà nella contrattazione collettiva di avere un comparto unico che unisce alla scuola università e ricerca”.

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