165 sì 111 no 2 astenuti il Senato approva dopo la bagarre

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Nella seduta pomeridiana di mercoledì 8 ottobre dopo il governo incassa la fiducia con 165 voti favorevoli, 111 contrari e due astensioni l’Aula, approvando l’emendamento governativo, interamente sostitutivo del disegno di legge n. 1428 di delega sul lavoro (cosiddetto jobs act), sull’approvazione del quale l’Esecutivo aveva posto la questione di fiducia. La parola passa ora alla Camera per la seconda lettura del provvedimento.

In vista del vertice Europea che si tiene a Milano sull’occupazione , Renzi incassa così il sì ma solo nella notte, alla delega che permette al governo di riscrivere le regole del lavoro, ma lascia sul terreno una scia di polemiche e anche qualche senatore, nonostante la sostanziale tenuta anche nei confronti dei dissidenti che alla fine votano per il sì al governo, con poche eccezioni.

Per il Cancelliere tedesco Angela Merkel l’Italia «sta facendo un passo importante da questo punto di vista», perché è ormai necessario «eliminare le barriere» presenti nel mercato del lavoro; per il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso la nuova misura «può avere grande impatto sulla competitività dell’economia italiana.

I sindacati alzano i toni e così in vista dello sciopero del 16 ottobre lanciano messaggi sui social principalmente al Pd che ha votato la fiducia, “Chi vota la fiducia al Governo non deve venire alle manifestazioni promosse dalla Cgil; non sarebbe gradito”. E’ il segretario della Fiom dell’Emilia-Romagna Bruno Papignani dalla sua pagina Facebook.

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