Alfano: “Tavolo di confronto al Viminale per la governance delle manifestazioni”

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Le Forze di polizia ieri a Roma, durante i disordini scoppiati nel corso della manifestazione dei lavoratori dell’azienda Ast di Terni davanti all’ambasciata tedesca di piazza Indipendenza, relativa alla vertenza aperta con la proprietà ThyssenKrupp, si sono poste «non in chiave antagonista», ma «in funzione di garanzia di tutti i diritti».

Lo ha dichiarato oggi nel primo pomeriggio al Senato il ministro dell’interno Angelino Alfano durante l’informativa sui fatti accaduti, esprimendo la propria «personale solidarietà con i lavoratori e con gli operatori di polizia che hanno riportato ferite». Si tratta di 4 manifestanti e 4 poliziotti, 3 del reparto mobile e 1 funzionario; nessuno dei manifestanti è stato denunciato, ha riferito il ministro a proposito del referto inviato all’autorità giudiziaria.

«Quello di ieri è stato un brutto giorno per tutti», ha esordito Alfano spiegando che i disordini sono scaturiti dal pericolo di confluenza e sovrapposizione di più manifestazioni. «Erano ore delicate a Roma», ha proseguito il ministro, dove «come spesso accade» si sono concentrate a poche ore e a poca distanza diverse manifestazioni: quella dei lavoratori della società Jabil di Marcianise (Caserta), quella dei dipendenti degli enti di ricerca, dei lavoratori socialmente utili della regione Lazio, sommate a due presidi vicino a Montecitorio, sempre per motivi occupazionali, e alla preparazione del servizo d’ordine per la partita in programma all’Olimpico.

I cortei tendevano a convergere verso le sedi, molto vicine, dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico: in questa situazione di «cortei spontanei e presidi statici dei manifestanti» si è resa necessaria, ha continuato Alfano, una «doverosa attività di regolamentazione per evitare ingorghi», «particolare importante», secondo il ministro, per spiegare la dinamica dei fatti.
LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI
Dalle 9 di mattina circa 500 lavoratori Ast si sono radunati a piazza Indipendenza per farsi ricevere dall’ambasciatore tedesco. Successivamente una loro rappresentanza è stata ricevuta da delegati dell’ambasciata, che ha poi emesso un comunicato giudicato insufficiente dai lavoratori. A quel punto la rappresentanza sindacale Fiom ha chiesto alla questura l’autorizzazione per un corteo fino al ministero dello Sviluppo economico, sulle prime respinta per il rischio di sovrapposizione con gli altri cortei in corso e «la preoccupazione che alcuni manifestanti volessero dirigersi verso la stazione Termini». Un gruppo di manifestanti, ha riferito il ministro, è andato effettivamente verso via Solferino e, deviato dalle Forze dell’ordine, ha tentato di dirigersi per altre strade verso la stazione. Di lì i disordini e poi l’intervento del leader Fiom Maurizio Landini, che ha contribuito a riportare la calma. A questo punto è stato autorizzato un corteo lungo un percorso concordato verso lo Sviluppo economico, dove i manifestanti sono stati ricevuti dal ministro.
Una rappresentanza sindacale dei lavoratori metalmeccanici è stata ricevuta ieri pomeriggio al Viminale dallo stesso Alfano, che ha proposto di attivare al ministero dei tavoli di confronto dei lavoratori sul metodo di governance delle manifestazioni, che deve basarsi su un sempre più stretto coordinamento con gli organizzatori delle manifestazioni.
DIRITTO A MANIFESTARE NELLO STATO DI DIRITTO
In questa fase di crisi, economica e industriale, «seguita con attenzione da palazzo Chigi», dobbiamo tutti esercitare «un grande senso di responsabilità» «valorizzando tutte le nostre capacità di attenzione e di dialogo», per evitare che il momento difficile «possa rappresentare l’involontaria scintilla di conflitti e tensioni che rischierebbero di innescare pericolose derive».
Per noi, ha concluso Alfano ribadendo piena disponibilità a mantenere l’impegno preso con i rappresentanti sindacali, «il diritto a manifestare è sacro», nel quadro dello Stato di diritto, nel quale «la libertà di manifestare non deve ledere o comprimere le libertà degli altri cittadini», come quella di circolazione, quella legata all’incolumità dei beni e delle persone, compresi le donne e gli uomini operatori di pubblica sicurezza. «Così funziona l’ordine pubblico», e «il governo sa ben distinguere tra manifestazione e manifestazione». «Una capacità di discernimento che appartiene anche alle Forze dell’ordine e che applicheremo sempre» ha aggiunto il ministro dopo aver ricordato che nel 2014, dall’insediamento del governo, si sono svolte in Italia «5.934 manifestazioni di rilievo, e la stragrande maggioranza ha avuto un corso assolutamente tranquillo».

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