Beni Culturali – PD: a quali criteri si ispira la riorganizzazione del Ministero?

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Abbiamo chiesto al ministro Franceschini i tempi e i principi su cui si baserà l’annunciata riorganizzazione del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (prevista dal DPCM 89/2014). Nata da esigenze di spending review, questa riforma offre l’opportunità per intervenire su: la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo; la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia e i frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze; il congestionamento dell’amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni; la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limitano grandemente le potenzialità; il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione. E’ evidente che si tratta dunque di una riorganizzazione di fondamentale importanza e che è necessario sapere nella massima chiarezza quali siano i principi che la ispirano.

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