CRISI ECONOMICA – ZANDA (PD): “SERVE RESPONSABILITA’ DI TUTTI SOGGETTI COINVOLTI”

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“L’Italia sta attraversando una gravissima crisi economica che ha prodotto una disoccupazione record e che non finirà presto. Parlamento, Governo, imprese e sindacati debbono sapere che per battere le difficoltà e riportare il nostro Paese sulla via dello sviluppo, prima ancora delle leggi e delle misure dell’Europa, è necessario garantire con un’azione puntuale e persino ossessiva di quella pace sociale che è la premessa indispensabile di qualunque manovra economica”. Così il Presidente del Pd al Senato, Luigi Zanda, interviene nell’Aula di Palazzo Madama a seguito dell’informativa del ministro Alfano. E continua: “Il Pd è vicino a tutti i lavoratori italiani. A quelli il cui posto di lavoro è a rischio, a quelli che il lavoro lo hanno già perso e ai più giovani, che il lavoro non lo hanno mai avuto. La disoccupazione è la piaga più dolorosa di questo tempo, è il rischio che corrono i lavoratori delle Acciaierie di Terni che ieri a Roma difendevano il posto. La loro crisi, purtroppo determinata anche da un’assurda legislazione europea, non è l’unica del nostro Paese. Il Pd sa anche che il sentimento democratico delle forze dell’ordine, gli uomini della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza è fuori discussione. Parliamo di uomini impegnati a difesa della legalità in un lavoro rischioso, spesso mortificato e incompreso. Di lavoratori che negli ultimi anni hanno visto sacrificati persino alcuni loro diritti economici”.
Zanda richiama quindi il Ministro Alfano su una precisa “questione politica”: “Quella delle regole di ingaggio, delle direttive operative, delle istruzioni di servizio che il potere politico democratico impartisce a chi viene mandato in piazza a difendere l’ordine pubblico. La pace sociale e la legalità – afferma il capogruppo dei democratici – si difendono in piazza impegnando tutta la professionalità di cui le forze dell’ordine dispongono per contenere pacificamente, senza l’uso della forza, le dimostrazioni, le proteste e persino le intemperanze di quegli uomini e di quelle donne che dimostrano che questo è l’unico strumento che è loro rimasto per difendere il diritto a lavorare e, in definitiva, il pane quotidiano dei loro figli. In una democrazia avanzata come noi vogliamo sia la nostra, i lavoratori che gridano per il posto di lavoro e gli uomini delle forze dell’ordine che difendono la legalità repubblicana non possono, non debbono, giungere mai allo scontro. Per questo serve responsabilità da parte di tutti, ma proprio tutti, i soggetti coinvolti”.
“Le forze di polizia e il mondo del lavoro sono sullo stesso fronte: il fronte della difesa della pace sociale e delle regole della pacifica convivenza civile secondo le quali mai e poi mai le libere manifestazioni di protesta debbono finire con episodi di violenza nei quali sono coinvolte le forze dell’ordine”.

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