Fondi Ue, Delrio: “Nel nuovo accordo il superamento delle criticità”

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“La dispersione delle risorse in un numero eccessivo di progetti, la mancanza delle condizionalità ex ante che mirano a garantire efficacia ed efficienza e infine la scarsa capacità amministrativa” sono le criticità che hanno caratterizzato la gestione dei fondi europei nel nostro Paese. Lo ha affermato, nel corso di un’audizione alla commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Coesione territoriale, Graziano Delrio.

Proprio sul superamento di queste criticità, ha spiegato Delrio, si sono concentrate le trattative con la Commissione e le novità dell’accordo 2014-2020: “L’accordo di partenariato sui fondi Ue è chiuso e richiederà un paio di settimane prima di essere formalizzato”, ha spiegato. Sulle novità introdotte per migliorare l’efficacia della spesa “abbiamo optato per una maggiore concentrazione delle risorse e la definizione delle priorità di investimento” ha detto il Sottosegretario.

“La nostra scelta come governo è stata di dare particolare attenzione ai temi della ricerca e dell’innovazione del sistema produttivo”. Per quanto riguarda le condizionalità ex ante, ora è prevista una serie di condizioni preliminari da soddisfare. Un grosso problema dell’Italia è stata l’assenza di piani strategici settoriali: “Da questo punto di vista, per evitare improvvisazione e frammentazione, con la nuova programmazione avremo l’obbligo di presentare i piani di azione entro il 2016”. Ma lo strumento di maggiore efficacia sarà l’Agenzia per la Coesione che avrà compito di monitoraggio e di accompagnamento delle amministrazioni beneficiarie.
Delrio ha poi ribadito la posizione del governo sulla possibile esclusione dal patto di stabilità delle risorse nazionali destinate al cofinanziamento dei fondi europei: “Se l’Ue decide di fare un piano d’investimento perché il problema è la crescita, e se decide che il piano è urgente e indispensabile, ritengo che sia coerente considerare tutte le spese relative ai programmi approvati dalla commissione Ue estranee al patto di stabilità. Questa è la nostra posizione”. Delrio ha infine spiegato che la programmazione dei fondi Ue dei prossimi sette anni poggerà su tre pilastri: il Fondo di sviluppo e coesione, il Piano di azione e coesione e i Fondi strutturali veri e propri, e ha sottolineato che “non ci sarà alcuna riduzione di risorse per il Sud”.

“Ci sono 15 miliardi di euro da spendere nelle regioni del Sud dell’accordo 2007-2013 entro i prossimi 15 mesi, pena la loro perdita. Risorse che si sommeranno a quelle dell’Accordo 2014-2020. Come già fatto dal Ministro Barca, una riallocazione di parte del cofinanziamento in un fondo parallelo, il Piano di Azione e Coesione, con meno vincoli temporali dovuti alla necessità di rendicontazione nei confronti della Ue, corrisponderà per le regioni più in difficoltà alla possibilità di utilizzare i fondi in un maggior lasso di tempo e con un minor rischio di disimpegno. Chi oggi invoca una quota di cofinanziamento al 50% per tutti espone invece le regioni del Sud a un grave rischio di disimpegno”, ha concluso.

 

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