I Sindaci d’Italia nell’Aula di Montecitorio. Il saluto della Presidente

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L’intervento della Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini

“Saluto la Ministra Maria Carmela Lanzetta, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il Presidente dell’Anci, Piero Fassino e i parlamentari presenti.

Saluto con molto, molto calore voi Sindaci, che avete deciso in così tanti di accogliere il nostro invito. Qui in quest’aula, dove solitamente prendono posto i deputati, sono presenti oltre seicento primi cittadini provenienti da Comuni italiani di diverse dimensioni e diversa collocazione geografica. E questo è un evento che non ha precedenti nella storia del Parlamento e delle istituzioni italiane.

Noi cerchiamo di tenere sempre aperte le porte di Palazzo Montecitorio, per delegazioni di lavoratori e di imprenditori, per le associazioni, per gli studenti di tutte le scuole italiane e per manifestazioni culturali. Lo facciamo perché siamo convinti che ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni sia la grande priorità del nostro tempo. Oggi non solo il Palazzo, ma la sede dell’Assemblea sono aperti e a disposizione dei Sindaci, figure di frontiera, rappresentative dei territori, il primo impatto dei cittadini con le istituzioni democratiche.

Ringrazio in modo veramente sentito il Presidente Fassino e l’Anci per aver voluto costruire con noi questo appuntamento e per il contributo che hanno dato alla sua piena riuscita.

Da dove nasce l’idea di questa riunione ?

Nasce dal fatto che negli incontri che svolgo, qui a Montecitorio o nei fine settimana sui territori, i Sindaci molte volte esprimono un sentimento di solitudine e si lamentano della poca considerazione che ricevono da parte delle istituzioni centrali.

Ecco, lo scopo principale dell’incontro di questa mattina è quello di aprire l’istituzione parlamentare ad un rapporto più diretto con il territorio, dimostrare che è possibile una collaborazione stretta ed efficace tra Parlamento, Governo e Comuni; è possibile dimostrare in sostanza che lo Stato può essere in grado di far fronte con tutte le sue componenti alle difficoltà delle famiglie, dei cittadini e delle imprese in questa fase di grave crisi economica.

Quella odierna non è dunque una cerimonia, né un convegno come tanti : è un appuntamento di lavoro nel quale ci confronteremo sui principali problemi che interessano la vita dei Comuni e delle realtà locali.

Su ciascuno di questi temi interverrà un Sindaco e un Presidente o vice Presidente di Commissione Parlamentare. Tireranno le fila della discussione Piero Fassino, la Ministra Lanzetta e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Prego tutti di svolgere, come concordato, interventi brevi e mirati alle questioni concrete. Ringrazio la Rai per averci dato questa opportunità di una diretta televisiva.

Fare il Sindaco è sempre stato un impegno importante e complesso. Lo è ancora di più oggi: imprese che chiudono i battenti o si trasferiscono all’estero, persone non più giovani che perdono il lavoro, ragazzi senza una prospettiva sicura, allargamento senza precedenti delle fasce di povertà relativa e assoluta. La prima porta a cui bussano le persone colpite dal disagio sociale è proprio quella del Sindaco : si chiede sostegno, sussidi, assistenza, programmi di formazione e reinserimento al lavoro. Ma molto spesso i Comuni non sono in grado da soli di rispondere a queste domande. Non per incapacità, ma per mancanza di risorse o per normative che a volte paiono non adeguate.

I Comuni hanno pagato in questi anni non soltanto gli effetti della crisi ma anche quelli dovuti a rigide politiche di bilancio imposte dai vincoli europei.

Sono certa di interpretare anche il vostro pensiero se dico che nessuno di noi sottovaluta l’esigenza di una gestione rigorosa e attenta delle risorse pubbliche. Sono i soldi dei cittadini italiani e abbiamo il dovere di amministrarli con estremo scrupolo. Gli sprechi non sono più tollerati. Giustamente.

Ma investire nella cultura, ad esempio, non è uno spreco. E’ una opportunità per lo sviluppo. Come lo è, naturalmente, il turismo che deve però essere sostenuto da infrastrutture e servizi di livello. Così come indirizzare risorse pubbliche e private per la ricerca e l’innovazione, o incoraggiare, con l’accesso al credito, l’imprenditoria giovanile. Ma idee e progetti come questi, espansivi, attivi, propulsivi, non hanno trovato spazio negli anni dell’austerity. Anni segnati esclusivamente dalla logica dei tagli, dalla contrazione della domanda, dalla caduta della produzione.

E’ ora che l’Italia rialzi la testa. Tutta l’Italia, quella del Nord, del Centro e del Sud. Che torni ad impegnarsi e a credere nel suo futuro. Tutta insieme, o non ce la farà nessuno. Ed è per questo che tutti siamo chiamati alle nostre responsabilità e a unire le forze tra istituzioni nazionali e locali.

Esercitare le nostre responsabilità significa anche rafforzare le istituzioni che rappresentiamo attraverso la buona politica, affinché i cittadini ne abbiano più rispetto. Dobbiamo far sì che i cittadini tornino a innamorarsi delle istituzioni.

I temi sui quali focalizzeremo la discussione stamattina sono quelli che più stanno a cuore agli amministratori locali. Ma a ben vedere sono anche grandi priorità per le istituzioni nazionali : le politiche ambientali come volano per uno sviluppo di qualità, la progettazione di un nuovo sistema di Welfare, i programmi di accoglienza per i migranti e per i rifugiati, la legalità e la lotta ai poteri criminali, le politiche di genere.

E sono grandi temi nazionali anche quelli dell’autonomia organizzativa dei Comuni e della finanza locale.

Per questo è giusto che se ne discuta qui, nella sede del Parlamento nazionale. Parlamento che deve saper riacquisire un ruolo complessivo di coordinamento e di indirizzo rispetto a politiche ed interventi che chiamano in causa tutti i livelli territoriali e di Governo. E per questo alla fine della discussione dovremo tirare le fila ed essere capaci di far tesoro di quanto emerso per dare poi seguito concreto nell’ambito delle responsabilità di ciascuno alle diverse questioni.

Penso cioè che quella odierna non debba essere una occasione isolata. La collaborazione interistituzionale tra Governo, Parlamento e Comuni deve diventare un fatto permanente e darsi sedi formali e metodi non improvvisati, in grado di affrontare in modo ordinato e quindi più efficace anche i passaggi più importanti e delicati della vita politica, come ad esempio la discussione sulla legge di stabilità.

La collaborazione tra noi deve essere sempre più stretta. Lo dobbiamo ai cittadini italiani che stanno vivendo un periodo di grande disagio sociale e giustamente non sopportano, da parte di chi li rappresenta, né perdite di tempo, né diatribe inconcludenti ma esigono giustamente risposte tempestive e convincenti. Se saremo capaci di fare questo – e sono certa che lo faremo – daremo un grande contributo al rafforzamento della democrazia nel nostro Paese”.

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