Il discorso del Presidente Mattarella agli italiani

0

di Ettore Neri – Molti i temi centrali affrontati dal Presidente Mattarella nel tradizionale discorso televisivo di fine anno.
Il Presidente con il suo solito tono pacato ma autorevole ha ricordato principalmente “L’esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità”.
Tutti dobbiamo essere consapevoli, ha proseguito il capo dello Stato, “degli elementi che ci uniscono” come comunità e dobbiamo rifiutare “l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore”.
Mattarella ha rimarcato che la sicurezza c’è solo “se tutti si sentono rispettati. La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza”.
Affrontando il tema del ruolo del Parlamento, a fronte degli ultimi giorni convulsi, Mattarella ha spiegato che: “La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento” e ha aggiunto che “È stato importante evitare la procedura d’infrazione, ma vanno poste le condizioni per assicurare tempi adeguati per la discussione della manovra. Mi auguro vivamente che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto”.
Tra gli altri temi trattati il Presidente ha ricordato, tra gli altri, che “La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole”, ha detto. “Le elezioni europee sono uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne”.
Un passaggio molto alto e netto è stato quello degli auguri che il Presidente ha rivolti alla “comunità Italia” e agli immigrati:
“Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese”
E, inoltre: “molte ancora le questioni da risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani”.
Il Presidente ha speso parole chiare a difesa del Sistema Sanitario Nazionale “che deve restare universale dal nord al sud” ha posto attenzione all’attualità della violenza negli stadi: “Il modello di vita dell’Italia non può essere – e non sarà mai – quello degli ultras violenti degli stadi di calcio. Fenomeni che i pubblici poteri e le società di calcio hanno il dovere di contrastare e debellare”.
Il Capo dello Stato ci ha detto che “Non dobbiamo temere i buoni sentimenti”
“Qualche settimana fa a Torino – ha spiegato – alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità. Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti” e ancora “In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”.
Un altro tema di grande attualità, le tasse sul Terzo settore, affrontato dal Presidente ha affermato che si devono evitare “tasse sulla bontà”.
Il mondo del Terzo Settore rappresenta per il Paese, secondo il Presidente “una rete preziosa di solidarietà. Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Anche per questo vanno evitate ‘tasse sulla bontà”.

No comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: