Nicola Zingaretti proclamato nuovo Segretario Nazionale del PD: “Un nuovo PD per cambiare l’Italia. Vicini alla vita delle persone”

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di Ettore Neri – Nicola Zingaretti è stato proclamato oggi, dalla nuova Assemblea Nazionale del PD riunita all’Hotel Ergife di Roma, Segretario Nazionale dei Democratici.
In circa un’ora e mezzo di intervento Zingaretti ha tracciato la nuova strada che il suo Partito deve percorrere per ritrovare lo slancio iniziale e per incontrare di nuovo il consenso degli elettori.
“Non è in gioco solo il governo – ha detto tra l’altro il nuovo Segretario del PD – ma le fondamenta irrinunciabili della nostra comunità politica. Ci sono dei segnali in una situazione drammaticamente nuova. E ovviamente siamo solo all’inizio di qualcosa che noi ora dovremmo rendere più grande. Sono convinto che la situazione sta cominciando di nuovo a muoversi”.
“Il paese – ha aggiunto – è bloccato e sta decadendo. Il Pil è fermo. E nel prossimo autunno ci sarà bisogno di una manovra di decine di miliardi di euro e sarà drammatica”, ha detto ancora.
“Su tutte le questioni più urgenti abbiamo un governo che pronuncia solo degli imbarazzanti ‘ni’ con un fraseologia tipica della prima repubblica. L’Italia è un grande Paese che non si governa con i ‘ni’, no si governa con l’immobilismo. Così l’Italia galleggia malamente, con la prospettiva di affondare presto se non si fa qualcosa”.
Zingaretti ha tracciato un quadro molto preoccupante del nostro Paese: “Molti fuggono dall’Italia, – ha detto – giovani e non solo. Fuggono capitali, il capitale umano formato nelle nostre università che non vede possibilità di costruire qui una vita degna. Dobbiamo sapere leggere il salto di qualità di questo tornante della storia repubblicana. Non è in atto uno scontro dentro le regole della democrazia liberale. Il salto di qualità è nella rimessa in discussione stessa della democrazia liberale come il luogo in cui la politica deve agire”.
Rivolto ai temi interni del Partito Democratico ha avvertito con fermezza se stesso e tutta la classe dirigent del PD: “Prima di tutto dobbiamo cambiare tutti noi, occorre un partito diverso, più aperto, più inclusivo, realmente democratico, in grado di essere percepito come amico di chi parla con noi”. Un partito che “sia capace di fare autocritica e che guardi alla sofferenza” della società.
“Dobbiamo rimettere al centro la persona umana” ha detto, citando l’esempio dei giovani ecologisti ‘Fridays for Future’ scesi in piazza nei giorni scorsi.
Del Pd del passato ha criticato la lontananza dai problemi reali delle persone: “Eravamo in cima a una montagna e abbiamo perso di vista la quotidianità” ha detto ed ha agginto che da ora in avanti i democratici non dovranno mai più essere lontani dalla vita.
“Negli ultimi 20 anni – ha aggiunto il Segretario Nazionale – non abbiamo percepito che un becero liberismo ha ripreso le redini dello sviluppo: ci vuole più riformismo per affrontare il futuro, per migliorare la vita delle persone, di questo ne abbiamo un immenso bisogno e lo faremo, accidenti se lo faremo”.
Giustizia sociale e “la lotta alla povertà è la condizione per stare meglio tutti”.
E per restare sul concreto Zingaretti ha poi lanciato la proposta di una “quota 10 sulla sanità: aumentare di almeno 10 miliardi il budget e l’assunzione di 100mila operatori sanitari nella sanità pubblica italiana”.
“Noi dobbiamo conoscere il passato per fare bene nel presente e nel domani – ha continuato Zingaretti davanti ad una Assemblea che lo ricopriva di applausi – e ora dobbiamo abitare il futuro”
“Quello che ci viene chiesto – ha detto Zingaretti – è di costruire insieme un nuovo pensiero di tutti.”
Un pensiero che ha detta del nuovo Segretario deve nutrirsi dell’umanesimo integrale di Gransci, del solidarismo e mutualismo socialista, del personalismo cristiano, dell’azionarismo laico e del pensiero radicale.
“Come Moro – ha proseguito Zingaretti – a partire dai suoi scritti giovanili ci esortava a fare. Noi non dobbiamo neppure lambire una politica lontana dalla vita. Ecco la storia dalla quale non ci vogliamo allontanare”.
Il Partito Democratico deve essere “un partito delle differenze” che provi ad essere “in sintonia con chi è fuori dal partito”.
Basta con il correntismo esasperato dice Zingaretti: “Dobbiamo cambiare cultura politica e organizzazione. Provare ad abbattere almeno per un periodo l’idea di un partito fatto di tanti ‘io’ e provare ad essere un partito del ‘noi'”
“Proporrò nei prossimi giorni di costruire forum tematici accanto ai dipartimenti, con l’alternanza uomo-donna nelle responsabilità”.
“Servono luoghi vivi, – dice il Segretario – ci doteremo di una room data, una nuova piattaforma per costruire accanto alle strutture territoriali, le strutture del web, per aumentare la democrazia interna e il coinvolgimento delle persone”, ha aggiunto. “Dobbiamo tenere viva l’intelaiatura delle democrazia italiana. E poi un nuovo protagonismo dei giovani, dentro il partito e fuori: la protesta delle ragazze e dei ragazzi in tutta europa sul clima e’ un tema fondamentale. Non dobbiamo avere paura di averli vicino. E a tutti i ragazzi e le ragazze che sono nel Pd dico un enorme grazie per come avete resistito, per come avete combattuto. Grazie, perché so quanto è stato difficile per tutti voi”.
Verrà ricostituita la Conferenza nazionale delle donne democratiche, annuncia Zingaretti.
Sul tema dell’Europa, dice il nuovo leader del PD, “raccogliamo l’appello lanciato da Romano Prodi per fare del 21 marzo una grande giornata di mobilitazione per l’Europa, esponendo le bandiere. L’Europa si salva se cambia”
In conclusione: “Il mio primo atto da segretario sarà di portare una corona a Porta san Paolo dove è iniziata la resistenza romana. E domani in Basilicata a lottare per vincere in quella regione”.
L’assemblea ha poi eletto Paolo Gentiloni presidente dell’assemblea nazionale con la maggioranza assoluta dei voti, nessun voto contrario e 86 gli astenuti.
Anna Ascani e Deborah Serracchiani sono state nominate da Paolo Gentiloni vicepresidenti del Partito Democratico.

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