Nuova fumata nera. Diciassettesimo scrutinio. Napolitano rattristato e preoccupato.

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Una nuova fumata nera nella seduta del giorno 7 ottobre 2014 del Parlamento in seduta comune, nella votazione per l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale (diciassettesimo scrutinio), non è stata da alcuno raggiunta la maggioranza prescritta: si procederà pertanto ad un diciottesimo scrutinio, che avrà luogo martedì 14 ottobre 2014. Nella stessa seduta avrà luogo anche il primo scrutinio per l’elezione di un componente il Consiglio superiore della magistratura.

La decisione, spiega la presidente dei senatori di Sel, Loredana De Petris, «è stata presa a maggioranza perché le opposizioni erano contrarie. Volevamo che si votasse a oltranza fino al raggiungimento di un’intesa».
«Molto probabilmente», ha ironizzato il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, «stanno facendo passare il tempo affinché anche Teresa Bene maturi i titoli…».

Teresa Bene, la laica indicata dal Parlamento per il Csm ma dichiarata ineleggibile, con un suo atto tramite i suoi legali ha chiesto di «sospendere la convocazione della seduta comune di Camera e Senato per eleggere un nuovo membro laico del Csm, e intanto di farsi dare dagli uffici competenti un documentato parere sulla vicenda». Inoltre, ha scritto una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiedere che non venga votato un altro candidato. Immediata la risposta, di Boldrini, la quale ha detto che «il Parlamento deve procedere all’elezione del componente laico del Csm e non sta certo alle Camere decidere sull’idoneità dei titoli dei candidati».

Intanto commenta in una nota il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “Rattrista e preoccupa il constatare che il Parlamento si auto-privi così, in misura sostanziale, della facoltà attribuitagli dalla Costituzione di concorrere alla formazione della più alta istituzione di garanzia. Ed è per me motivo di amara riflessione il fatto che a poco sono valse le mie ripetute, obbiettive e disinteressate sollecitazioni perché da nessuna parte si venisse meno a questa prova essenziale di senso delle istituzioni ” continua il Capo dello Stato “La frammentazione e la conflittualità che segnano gli schieramenti parlamentari hanno ancor una volta impedito il raggiungimento delle convergenze necessarie per la elezione dei due giudici costituzionali cui le Camere avrebbero dovuto provvedere fin dal 12 giugno scorso”.
Conclude Napolitano “altri due membri della Corte, di nomina presidenziale, stanno per concludere il mandato, ma i loro successori saranno con la massima tempestività nominati”

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