Orlando: “La riforma giudici onorari contiene risposte concrete”

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Lo sciopero promosso da alcune associazioni della magistratura onoraria in merito alla riforma promossa dal Governo mi lascia francamente sorpreso.

Come in più occasioni affermato, il Ministero della Giustizia sta lavorando per accompagnare a tale riforma una normativa che affronti il tema della previdenza e delle retribuzioni, auspicata da anni e ad oggi ancora non realizzata. Altresì non corrisponde al vero il fatto che si parlerebbe di una mera proroga più lunga rispetto alle precedenti.

La proposta in discussione prevede infatti un limite massimo di mandati per i magistrati onorari di nuova nomina, accompagnato a norme transitorie concordate con la stragrande maggioranza delle organizzazioni che rappresentano la categoria per coloro che già esercitano la funzione, verificato che una mera stabilizzazione non è compatibile con il nostro ordinamento.

Nello specifico, il regime transitorio prevede un numero di mandati quadriennali differenziato per fasce d’età: tre quadrienni come regola generale; quattro quadrienni per i magistrati che non abbiano ancora compiuto quaranta anni; un ulteriore periodo, fino al raggiungimento dell’età pensionabile, per i magistrati che al compimento dei tre mandati abbiano compiuto sessantacinque anni. Il regime transitorio partirà dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega.

Il lavoro si sta dunque svolgendo secondo le linee indicate durante l’estate e sottoposte al confronto con la categoria e mira a offrire risposte concrete alle problematiche del settore entro la fine dell’anno.

E’ evidente che regime previdenziale, disciplina retributiva, norme transitorie e impianto della riforma sono tra loro collegate e sono il presupposto per un pieno riconoscimento del ruolo della magistratura onoraria e di un miglioramento del funzionamento di questo settore.

Vorrei che si ricordasse che questa disciplina, ritenuta punitiva da alcuni, va a sostituire un regime di proroghe biennali che attualmente regge il funzionamento della magistratura onoraria.

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