Renzi: “Il vecchio sistema si cambia con le riforme”

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Il grimaldello con il quale “scardinare” il vecchio sistema sono le riforme. Matteo Renzi lo ripete ogni volta che puo’ e, anche durante l’assemblea dei parlamentari Pd convocata per discutere del primo tassello, il superamento del bicameralismo perfetto, spiega che il pd dovra’ presentarsi alle elezioni europee del 25 maggio con il testo sul senato approvato in prima lettura e con la legge elettorale ormai in porto. Ne va della credibilita’ dell’Italia in Europa.
Non solo. Alle riforme, Renzi sembra essere deciso a legare anche la campagna elettorale visto che, nel corso della sua relazione a deputati e senatori presenta un obiettivo: fare del Pd il primo partito in Italia e il secondo nel Pse. Ma per arrivare alle riforme, il partito dovra’ rivedere la propria struttura. L’appuntamento fissato per questo e’ venerdi’, nel corso della direzione convocata con le riforme come unico punto all’ordine del giorno. Riongrazia senatrici e senatori per l’impegno messo nei lavori d’Aula sul ddl Delrio approvato al senato non senza qualche fibrillazione, poi l’agenda, sempre fita: giovedi’ ci sara’ il parere sulla nomina di Raffaele Cantone, poi si partira’ con la riforma del Titolo V e del Senato. Senza dimenticare i provvedimenti econmici, primo fra tutti – ma solo in ordine di tempo – quel piano per l’edilizia scolastica che, nelle speranze del presidente del consiglio, dovrebbe rappresentare il trampolino di lancio dell’intero settore delle costruzioni. A giugno, ha annunciato Renzi, partiranno i cantieri, con lavori per un tottale di 3,5 miliardi di euro. La campagna elettorale si apre sotto i migliori auspici, stando a quanto il premier dice ai suoi parlamentari. Il grado di consenso nei confronti del governo e della maggioranza e’ alto nel Paese, spiega, e questo e’ merito della concretezza delle proposte e della velocita’ con cui ci si e’ messi al lavoro. Il termine di paragone e’ Grillo che “urla dalla finestra” mentre “noi stiamo cambiando davvero le cose. Solo se la politica si autoriforma, puo’ avere l’autorevolezza per cambiare le cose”. Non e’ tutto miele, pero’, quello che Renzi dispensa nel corso dell’assembela: sulla spending review, ad esempio, non sono state digerite “certe uscite, ci vuole maggiore discussione politica”. Le critiche sono ben accette quando costruttive, ma soprattutto ogni dubbio e ogni remora vanno manifestati tenendo conto della stella polare, dell’orizzonte in cui ci si muove che e’ sempre lo stesso: le riforme. Fonte: agi

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