SCOTTO (SEL): “DA RENZI UNA SVOLTA MAI ARRIVATA”

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Attendevamo una svolta che non è mai arrivata: si e’ persa nella crisi delle Acciaierie di Terni con le lettere di mobilita’ e nessun tavolo convocato a Palazzo Chigi; si e’ persa quando il Ministro Alfano ha offeso il Sindaco di Roma dichiarando che quelle trascrizioni erano solo degli autografi; si e’ persa nello Sblocca Italia. Renzi aveva un’occasione storica per dimostrare all’Europa che invertire la rotta si può. Se il nuovo inizio sono le parole di Junker di oggi, la svolta e’ lontana.

Lo afferma il capogruppo di Sel on. Arturo Scotto intervenendo in Aula sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.

La politica economica italiana ed europea deve cambiare, ci vorrebbe un’azione espansiva che non c’è, non si vede. Occorre rilanciare gli investimenti pubblici in chiave anti-crisi, andando oltre i vincoli sul deficit. E invece la ricetta del governo è la solita. Rispetto del 3 per cento e tagli di spesa pubblica come unici strumenti per risanare i conti, mentre la Francia sceglie di sforare il deficit offrendoci una grande occasione per mettere in discussione i Trattati, per investire su un piano del lavoro che metta al centro il riassetto e la cura del territorio. Le politiche del governo generano tagli lineari e accrescono tanto la recessione quanto la disoccupazione. E’ mancata la svolta di una presidenza del semestre coraggiosa, innovativa. Il nostro problema non deriva da un eccesso di spesa pubblica, ma dal fatto che si spende male e non si investe in quei settori fondamentali che determinano la crescita. Da vent’anni in Italia è assente una strategia industriale, e ambientale, che generi lavoro, occupazione. Riconversione ecologica dell’economia, politica industriale, rilancio di asset strategici dalla siderurgia all’automotive le sfide del futuro. Ma questo non c’e’. C’è il Jobs Act e la modifica dell’art. 18, ci sono le norme su come si aumenta il diritto a licenziare. In Europa sono i conservatori che comprimono diritti e salari, non i progressisti. Sel sarà alla manifestazione promossa dalla CGIL perché crediamo nel rapporto inscindibile tra lavoro e liberta’. Legame che ha reso questo Paese piu’ democratico e piu’ giusto. Questa e’ la sfida per cui Sel siede in Parlamento.

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