Spending review la lunga strada della trattativa.

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La spending review contenuta nella legge di stabilità segna un meno 4 miliardi a carico delle Regioni, tagli giudicati eccessivi,dai governatori, tanto da mettere a rischio i servizi fondamentali.
A nulla è valso il tentativo di placare il conflitto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha difeso la manovra dell’esecutivo, le Regioni sono tornate all’attacco.
Chiamparino dà voce a un malessere bipartisan, «Tagli insostenibili – ha sottolineato Chiamparino – a meno che non si incida sulla spesa sanitaria o con maggiori entrate». Poi il presidente della Conferenza delle Regioni ha scandito: «Abbiamo dato intesa sul Patto per la Salute e il Fondo sanitario: il Patto viene così meno. Il Governo fa delle legittime e condivisibili manovre di politica economica ma usando risorse che sono di altri enti: l’elemento incrina un rapporto di lealtà istituzionale e di pari dignità». Conclude “ognuno deve badare ai suoi sprechi. Se andiamo a vedere nei ministeri, gli sprechi non ci sono?».
Per Nicola Zingaretti (Pd) è «troppo semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri». Mentre il presidente della Lombardia Roberto Maroni (Lega) parla di «tagli, soprattutto nella sanità, che sono insostenibili.
Il Premier risponde con un twitter “Le Regioni comincino dai loro sprechi anzichè minacciare di alzare le tasse”.

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