Tav, Fassino: “L’analisi sui costi è una finta, il M5S dice di no con ragioni fasulle”

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di Ettore Neri – Intervistato da Piero Longhi per La Repubblica, Piero Fassino, ex Sindaco di Torino e attualmente Deputato PD, attacca la posizione del M5S e chiede di non anteporre gli interessi elettorali alla responsabilità di governare il Paese.
“Cambiare idea sulla Tav come l’avete cambiata sulla Tap e il Terzo Valico non sarebbe un “tradimento”, – dice – ma una dimostrazione di responsabilità”.
Il rischio, secondo Fassino, è che l’Italia resti ai margini dell’Europa.
“Chi ha una responsabilità di governo – prosegue Fassino – non può anteporre gli interessi di parte o elettorali agli interessi del Paese.”
Il M5S al contrario di Salvini, prosegue l’ex Segretario dei DS, non ha forti legami con il Nord e rischi di non capirne bene le esigenze.
“Quando Fontana insieme a Sala dice sì alla Tav – argomenta Fassino – parla a nome della Lombardia, cuore produttivo del Paese. Quando Zaia dice che non si può rinunciare parla a nome di migliaia di imprese del Nord Est. II Nord è la locomotiva che traina l’economia italiana e la Tav è importante per l’Italia”.
Con il conflitto tra Lega e M5S sulla tav secondo Fassino il Governo “mette in discussione il rapporto con un pezzo della società italiana. Le due manifestazioni di Torino sono state significative. Piazze con persone di ogni ceto e colore politico. C’era una città intera. Senza dimenticare la riunione, ancora a Torino, dei vertici nazionali di tutte categorie economiche. Un governo deve tenerne conto. In caso contrario si verificherà una frattura difficile da ricomporre per l’esecutivo Conte”.
Inoltre, ricorda il parlamentare del PD sono la Francia e l’UE che finanziano i due terzi dell’intera opera e le decisioni vanno prese rapidamente.
Fassino, infine, contesta l’idea che si possano dirottare i soldi della Tav sulla seconda linea di metropolitana di Torino.
“È un argomento fasullo. – afferma – C’è sempre un’altra cosa che si può fare. Non si possono mettere in competizione necessità diverse. Soddisfare le esigenze dei pendolari non vuol dire negare il bisogno di infrastrutture veloci per chi deve portare le merci in Europa».

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