Trivelle: Arrigoni (Lega), sì a tutela ambiente, no a blocco totale. Con cambio regole in corsa rischio pesanti contenziosi

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di Giada Da Prato – Non c’è solo la vicenda migranti della Sea Watch a rendere movimentata l’atmosfera all’interno della maggioranza di governo. Il caso trivelle non rende affatto semplice la pace tra M5S e Lega. Lo fa capire chiaramente Paolo Arrigoni, senatore della Lega, coordinatore per l’energia della Lega. “L’emendamento sulle trivelle al Dl semplificazione del M5S – spiega Arrigoni – è profondamente sbagliato. Il provvedimento bloccherebbe qualsiasi nuova attività anche oltre le 12 miglia dalla costa, mettendo ulteriormente in difficoltà il nostro Paese, che già dipende per l’80% dell’energia dall’estero, con un conseguente costo delle bollette di luce e gas per famiglie e imprese italiane maggiore rispetto a quelle degli altri paesi. La tutela dell’ecosistema – continua il senatore del Carroccio – può convivere con queste attività, che comunque non prescindono da rigorose valutazioni di impatto ambientale. Così facendo si esporrebbe a elevato rischio di chiusura un comparto imprenditoriale di eccellenza del nostro paese, con perdita sicura di centinaia di posti di lavoro”. Arrigoni conclude esprimendo preoccupazione soprattutto per la sospensione per due anni di tutte le attività di ricerca e prospezione già autorizzate e la previsione ex-post della revoca dei permessi già rilasciati. “Ciò – asserisce il senatore – farebbe correre al nostro paese il rischio di pesanti contenziosi in sede arbitrale a livello internazionale con fortissime ricadute sull’erario e dunque sugli italiani che sarebbero costretti a pagare pesantissime conseguenze”.

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